Interventi
Uno dei più grandi problemi che da sempre hanno impedito una
completa e corretta fruizione del recinto medievale del Castello
è costituito dalla fitta vegetazione infestante che ricopre
e in parte nasconde importanti emergenze archeologiche.
A partire dal 2005, l’Amministrazione comunale di Mercato S.
Severino , tra i “compiti prioritari e preminenti”
affidati al Laboratorio di Educazione Ambientale (LEA), ha indicato "la
salvaguardia, la valorizzazione e la promozione turistica del Parco".
Pertanto i primi interventi hanno riguardato: il taglio della
vegetazione infestante all’interno del recinto fortificato e
in aree esterne al Parco e il recupero dei sentieri. Tali compiti sono
stati svolti dagli operatori della Comunità montana
“Zona dell’Irno” e della SMA Campania Spa.
Il taglio della vegetazione infestante ha posto in luce, sin dai primi
interventi, l’esistenza di antichi sentieri, particolarmente
nel settore dell’abitato, che sono stati in parte recuperati
e in parte integrati. I tratti con pendenze pronunciate sono stati
superati con interventi di ingegneria naturalistica. La bonifica
dell’area, inoltre, ha posto in luce anche la presenza di
estesi tratti di mura di cinta che, per l’assenza di
protezioni, costituiscono un grave pericolo per
l’incolumità dei visitatori, per cui si
è reso necessario transennarli con paletti di castagno.
Ulteriori interventi hanno riguardato la chiusura degli accessi a
particolari emergenze architettoniche e la messa in sicurezza, con
recinzioni, di zone a rischio per i visitatori.
La bonifica, infine, ha consentito anche la riscoperta di numerose
emergenze architettoniche nascoste dal manto vegetativo.
Per l’eliminazione della vegetazione infestante cresciuta sui
ruderi, prima causa del degrado architettonico, è stato
affidato l’incarico ai proff. Vincenzo de Feo ed Enrica de
Falco, della facoltà di Farmacia
dell’Università di Salerno, di predisporre dei
preparati idonei alla soluzione del problema.
Pannellature esplicative con segnaletica direzionale sono state
istallate lungo il percorso botanico e all’interno del
castello secondo un itinerario guidato per punti di sosta
opportunamente predisposto.